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Sono nato a pochi passi da dove tutto è partito.

  Sono nato a pochi passi da dove tutto è partito. Sono cresciuto ascoltando un nome ripetutamente, quasi senza accorgermene. Un nome che, con il passare del tempo, è diventato parte di me. E parte di tutti i bruscianesi. Guido De Ruggiero. Esistono nomi che, nel sentirli, appaiono come se fossero lontani. Ma poi ti fermi un attimo, osservi con più attenzione, e realizzi che in quel nome c’è anche una parte di noi e di tutta Brusciano. Guido De Ruggiero è nato a Napoli, è certo. Tuttavia, le sue origini sono fortemente connesse a Brusciano: alla terra familiare, ai posti che ancora oggi ne preservano il ricordo, ai segni lasciati all’interno della nostra comunità. Parliamo di una persona che non è stata solamente un insegnante o un pensatore. Parliamo di una delle personalità più significative della cultura italiana del ventesimo secolo. Un filosofo storico, una persona delle istituzioni, una coscienza libera. Una persona che ha sostenuto un concetto elementare ed estremamente diff...

Pelobianco

  Quando Lorenzo Cerciello, mi ha detto: Devi fare un post su Pelobianco, a 25 anni, sembrava essere sceso dal pero, mi sono chiesto: ma chi è Pelobianco? Abbiamo cominciato a chiedere in giro e ho scoperto un universo. Sono usciti fuori centinaia di aneddoti divertenti, racconti che mi hanno fatto ridere a crepapelle anche se non conoscevo il personaggio. Lo scrivo perché desidero sul serio una cosa semplice: che chi l’ha conosciuto scriva qui sotto un ricordo su di lui, un commento che faccia rivivere dei momenti, una frase, una battuta, un’immagine nella mente. Questo post mi farebbe piacere completarlo insieme. A Brusciano alcune cose non le trovi facilmente, te le ricordi per il suono che producevano: il suono di tromba che attraversava il pomeriggio, il suono delle ruote sull’asfalto, l’odore di limone, di ghiaccio o di brodo di polipo in inverno. Antonio Sposito, conosciuto da tutti come Pelobianco. Brusciano, anni ’70 e ’80: le strade diverse da oggi, i ragazzi all’ap...

Promesse come fuochi d’artificio

  Sono quasi quattro anni che mi sono appassionato alla politica. E in quattro anni, anche se sono pochi, ne ho viste abbastanza da farmi una domanda che mi gira in testa spesso e che non riesco a capire. Perché continuiamo a giudicare un politico solo da quello che promette prima delle elezioni? Lo dico senza rabbia e senza puntare il dito a qualcuno in particolare, io credo che non si possa escludere nessuno. Lo dico da uno che ci crede ancora, ma che ogni volta resta un po’ deluso quando vede che le parole vanno veloci e i fatti arrivano piano. A volte non arrivano proprio, e i politici trovano le scuse più assurde. Ci sono anche strumenti indipendenti che tengono il conto delle promesse fatte e di quelle davvero mantenute. E quasi sempre il risultato è lo stesso: tanta roba detta, poca roba fatta, o addirittura niente. Io, da ragazzo di 25 anni, la penso così: se mi prometti cento cose e poi ne porti a casa trenta, per me non è una buona media, per me hai fallito. Non perch...

Prima di giudicare… guardiamoci un attimo allo specchio

  A parlare degli altri siamo bravi tutti. Soprattutto quando siamo convinti di stare dalla parte giusta. O, peggio ancora, quando pensiamo che giudicare gli altri ci faccia sembrare migliori. La verità è che lo specchio, quello vero, lo usano in pochi. Io ogni tanto lo faccio. E sì… mi rendo conto che nella vita, e anche in politica, ho fatto degli errori. Alcuni li ho pagati, altri me li porto ancora dietro. Ma almeno provo a migliorarmi. A stare zitto quando serve. A non farmi trascinare in quelle dinamiche che non sono confronto… ma rancore. Lo dico perché , secondo me, abbiamo toccato un punto basso. Non per un commento in più o in meno, sia chiaro. Ma per il tono . Per la leggerezza con cui è stato superato un confine che andrebbe sempre rispettato: quello tra ciò che è politico… e ciò che è personale. Quel confine serve a tutti. A chi sta in maggioranza, a chi è all’opposizione, a chi non fa politica ma legge e ascolta. Perché io me le ricordo le parole che sono state s...

Brusciano non è Dubai (anche se a volte ci somiglia)

  Quando ho iniziato a parlare delle strisce blu, pensavo fosse una cosa da poco. Una di quelle novità che ci piovono addosso, tipo le bollette o il semaforo rosso quando hai fretta. E invece no. Dietro ogni striscia blu, è venuto fuori un malessere più grande. Non c’entra solo il parcheggio. C’entra tutto il resto. Perché a Brusciano, da un po’, sembra che vada tutto bene… Ma solo sui social . Foto belle, luci accese, sorrisi in prima fila. Manco fossimo a Dubai. Poi però giri la strada e vedi: – buche ovunque – segnaletica sparita – aiuole abbandonate – scuole nel caos ogni mattina – e ora pure i parcheggi a pagamento sotto casa. E la cosa che si sente di più… è il silenzio. Gente che fa domande semplici, tipo Perché qui sì e lì no? e riceve solo silenzi o battute. Chi viene tagliato fuori perché fa domande scomode. Chi si sente preso in giro. E intanto spuntano strade tutte blu… e altre, stranamente, no. Dicono: “è per la Festa dei Gigli”. Va bene. Ma allora perché ci resta...

Ciccio ‘o Malepensiero

Certe storie non le trovi sui libri. Le trovi parlando con gli anziani, le ascolti da quelle persone che spesso e volentieri diamo per scontato che non possano offrici nulla. Invece sono veri e propri pozzi senza fondo di racconti ed aneddoti unici. Ciccio ‘o Malepensiero Non so spiegare bene perché, ma a un certo punto ho sentito il bisogno di cercare. Forse per capirla meglio, la nostra festa. Quella che anche se ogni tanto non ti convince, e a mio parere ci sarebbe tanto da cambiare, ti resta dentro lo stesso. Da Bruscianese, la senti. Ti ricorda casa, le ferie che finiscono sempre il 22 agosto, le bancarelle, l’odore del soffritto, e i tamburi che suonano pure quando non te l’aspetti. Tra un racconto e l’altro, parlando con chi ne sa più di me, è uscito il suo nome: Ciccio. Ma nessuno lo chiamava così. Per tutti era ‘o Malepensiero. Si chiamava Francesco D’Amore, nato 1 gennaio 1903, morto 26 marzo 1984. Il primo Giglio che ha fatto era quello della Croce, nel 1949. L’Italia veniva...

Brusciano, tra etichette e silenzi

  Brusciano, tra etichette e silenzi A volte penso che più che un consigliere comunale, mi sento dentro una serie tv. Ma non una di quelle belle. No. Una puntata storta, dove tutti parlano di tutto… tranne che dei problemi veri. E così si apre lo show delle etichette: È manovrato non scrive da solo recita a memoria ci mette il cuore in chiesa ma in politica è cattivo… Che poi, se mettessi meno cuore, magari darei meno fastidio. Intanto, mentre si sprecano tempo ed energia a inventarsi versioni di me… le strade restano sporche, i marciapiedi impraticabili, la viabilità è un caos, i vigili? boh, scomparsi. L’asilo? Tutti zitti, nessuno sa niente, però va tutto bene. La differenziata? Non scherziamo. Eppure bastano due bancarelle e un palco e tutti dimenticano. A Brusciano funziona così: se fai domande, sei “strano”. Se chiedi trasparenza, sei un problema. Se non ti accodi al solito giro, sei “contro”. Ma io non sono contro nessuno. Io sono a favore di Brusciano. E non...