Prima di giudicare… guardiamoci un attimo allo specchio

 

A parlare degli altri siamo bravi tutti. Soprattutto quando siamo convinti di stare dalla parte giusta.
O, peggio ancora, quando pensiamo che giudicare gli altri ci faccia sembrare migliori.

La verità è che lo specchio, quello vero, lo usano in pochi. Io ogni tanto lo faccio. E sì… mi rendo conto che nella vita, e anche in politica, ho fatto degli errori.
Alcuni li ho pagati, altri me li porto ancora dietro. Ma almeno provo a migliorarmi.
A stare zitto quando serve. A non farmi trascinare in quelle dinamiche che non sono confronto… ma rancore.

Lo dico perché , secondo me, abbiamo toccato un punto basso. Non per un commento in più o in meno, sia chiaro.
Ma per il tono. Per la leggerezza con cui è stato superato un confine che andrebbe sempre rispettato: quello tra ciò che è politico… e ciò che è personale.

Quel confine serve a tutti. A chi sta in maggioranza, a chi è all’opposizione, a chi non fa politica ma legge e ascolta.

Perché io me le ricordo le parole che sono state scritte su di me. Le volte in cui si è superata la misura e non ho detto nulla. Ho respirato. Ho lasciato andare.

Mi ricordo anche gli attacchi ai vecchi amministratori… I titoli sparati e poi cancellati.
Le frasi dette in riunione e poi smentite in pubblico.

E oggi? Oggi ci si scandalizza per molto meno. Ma la domanda vera è un’altra: io, in tutto questo, ho fatto la mia parte con rispetto? O è sempre e solo colpa degli altri?

Le critiche politiche ci stanno. Fanno parte del nostro ruolo. Ma parliamo di fatti, di scelte, di progetti. Non di vite. Le vite lasciamole a chi le vive.

Io continuerò a parlare di Brusciano, con forza ma con rispetto.
Perché come diciamo da queste parti: Meglio stare zitti… che dover battere la mano in petto a comando.



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