Ciccio ‘o Malepensiero
Certe storie non le trovi sui libri. Le trovi parlando con gli anziani, le ascolti da quelle persone che spesso e volentieri diamo per scontato che non possano offrici nulla. Invece sono veri e propri pozzi senza fondo di racconti ed aneddoti unici. Ciccio ‘o Malepensiero Non so spiegare bene perché, ma a un certo punto ho sentito il bisogno di cercare. Forse per capirla meglio, la nostra festa. Quella che anche se ogni tanto non ti convince, e a mio parere ci sarebbe tanto da cambiare, ti resta dentro lo stesso. Da Bruscianese, la senti. Ti ricorda casa, le ferie che finiscono sempre il 22 agosto, le bancarelle, l’odore del soffritto, e i tamburi che suonano pure quando non te l’aspetti. Tra un racconto e l’altro, parlando con chi ne sa più di me, è uscito il suo nome: Ciccio. Ma nessuno lo chiamava così. Per tutti era ‘o Malepensiero. Si chiamava Francesco D’Amore, nato 1 gennaio 1903, morto 26 marzo 1984. Il primo Giglio che ha fatto era quello della Croce, nel 1949. L’Italia veniva...