Brusciano, tra etichette e silenzi
Brusciano, tra etichette e silenzi
A volte penso che più che un consigliere comunale, mi sento dentro una serie tv.
Ma non una di quelle belle. No. Una puntata storta, dove tutti parlano di tutto… tranne che dei problemi veri.
E così si apre lo show delle etichette:
È manovrato
non scrive da solo
recita a memoria
ci mette il cuore in chiesa ma in politica è cattivo…
Che poi, se mettessi meno cuore, magari darei meno fastidio.
Intanto, mentre si sprecano tempo ed energia a inventarsi versioni di me…
le strade restano sporche,
i marciapiedi impraticabili,
la viabilità è un caos,
i vigili? boh, scomparsi.
L’asilo? Tutti zitti, nessuno sa niente, però va tutto bene.
La differenziata? Non scherziamo.
Eppure bastano due bancarelle e un palco e tutti dimenticano.
A Brusciano funziona così: se fai domande, sei “strano”.
Se chiedi trasparenza, sei un problema.
Se non ti accodi al solito giro, sei “contro”.
Ma io non sono contro nessuno. Io sono a favore di Brusciano.
E non vi preoccupate, non rispondo con insulti o teatrini.
Rispondo con i fatti. Quelli che si vedono per strada,
non nelle riunioni con le porte chiuse.
Per chi si accontenta delle apparenze, ci sono i post patinati.
Per chi vuole capire cosa sta succedendo davvero, ci sono le domande scomode.
Io quelle continuo a farle.
Il resto? Lo lascio agli attori.
Che quelli, a Brusciano, non mancano mai.
Commenti
Posta un commento