Brusciano non è Dubai (anche se a volte ci somiglia)
Quando ho iniziato a parlare delle strisce blu, pensavo fosse una
cosa da poco.
Una di quelle novità che ci piovono addosso, tipo
le bollette o il semaforo rosso quando hai fretta.
E invece no. Dietro ogni striscia blu, è venuto fuori un malessere più grande. Non c’entra solo il parcheggio. C’entra tutto il resto.
Perché a Brusciano, da un po’, sembra che vada tutto bene… Ma
solo sui social.
Foto belle, luci accese, sorrisi
in prima fila. Manco fossimo a Dubai.
Poi però giri la strada e vedi:
– buche ovunque
–
segnaletica sparita
– aiuole abbandonate
– scuole nel caos
ogni mattina
– e ora pure i parcheggi a pagamento sotto casa.
E la cosa che si sente di più… è il silenzio. Gente che fa
domande semplici, tipo Perché qui sì e lì no?
e riceve solo
silenzi o battute. Chi viene tagliato fuori perché fa domande
scomode.
Chi si sente preso in giro. E intanto spuntano strade
tutte blu…
e altre, stranamente, no. Dicono: “è per la Festa
dei Gigli”. Va bene.
Ma allora perché ci restano anche dopo?
Oppure: è per aiutare i negozi.
Ma allora perché anche davanti
alle scuole, alle farmacie, alle case popolari?
Il problema è che se ne parla ora… perché prima nessuno ne ha parlato.
Nessun incontro. Nessuna spiegazione. Nessun ascolto. E allora la
gente si arrangia.
Scrive, condivide, parla tra amici. E si
accorge che non è sola. Che tanti la pensano allo stesso modo.
“Parcheggi blu ma niente strisce pedonali”
“Alberi
tagliati dove non serviva”
“Spazzatura in mezzo alla
strada”
“E se ho due macchine, dove le metto?”
“Tutto
sembra fatto per fare soldi, non per aiutare le persone.”
Non siamo diventati polemici. Siamo solo stanchi di sentirci messi da parte.
E no, Brusciano non è Dubai. Non lo sarà mai. Ma potrebbe almeno essere più vivibile.
Con piedi per terra. E mani dentro ai problemi veri. Perché il
blu è un bel colore, sì.
Ma dipende sempre da chi lo
usa.
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