Quelle catene arrugginite che nessuno vuole vedere
C’è un’immagine che mi ha colpito
più di tante parole: una catena vecchia, arrugginita, consumata dal
tempo. Apparentemente solida. Ma a guardarla bene, basta poco perché
si spezzi.
È l’immagine perfetta per raccontare quello che
vedo ogni giorno a Brusciano.
In questi mesi ho letto e
ascoltato tanti commenti. Alcuni fanno sorridere. Altri, purtroppo,
fanno riflettere. Perché sembra che ci sia chi ha bisogno di credere
– o far credere – che tutto vada bene.
Che Brusciano sia
in ordine, curata, viva, dinamica, organizzata. Ma la realtà, quella
vera, è un’altra. È fatta di strade dissestate, marciapiedi
impraticabili, verde abbandonato, sicurezza a singhiozzo, servizi
assenti.
È fatta di cittadini che parlano sottovoce, che
mormorano nei bar, sui social, a casa, a scuola, per strada. Che si
chiedono se qualcuno li ascolti davvero. O se non ci sia, invece,
solo una grande scenografia, montata ad arte per raccontare un paese
che esiste solo nei post sponsorizzati.
La verità è
semplice: Brusciano è stanca di essere trattata come se tutto
andasse bene.
Brusciano non ha bisogno di propaganda. Ha
bisogno di manutenzione, ascolto, presenza vera. E chi amministra
dovrebbe essere il primo a togliersi i paraocchi. Perché nascondere
i problemi non li risolve. Li amplifica. E una città che finge di
non vedere le sue debolezze è una città che si sta arrendendo.
Io
non ci sto.
Non ci sto a questa narrazione tutta “cuore e
fiori” quando le strade raccontano un’altra verità. Non ci sto
con chi si affretta a lodare mentre il popolo vive disagi
quotidiani.
Io voglio ascoltare chi mormora. E trasformare
quel mormorio in voce, in forza, in proposta.
Perché
Brusciano merita di più. Merita di essere liberata. Anche da quelle
catene che fingiamo di non vedere.
Ciro Guadagno
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